"Vai in una valle di paradiso". Così mia madre esordiva il 21 settembre mattina, il giorno del mio ingresso a Valli del Pasubio.
Aveva ragione: è proprio bello quest'angolo di mondo. Tutto intorno c'è la corona dei monti, ogni volta a contemplarla ti si apre il cuore. Più vicino c'è la corona dei santi con le chiese di san Sebastiano, santa Geltrude, san Carlo e san Valentino, san Rocco, insieme ai mille capitelli sparsi ovunque. Disseminate dappertutto le contrade come pietre preziose che alla sera luccicano come nei presepi.
Tutto fa da corona alla Madre di Dio con il suo santo Figliolo sulle ginocchia, che in chiesa ci guarda con dolcissimo affetto. Lei è la Regina del cielo e della terra. E' Lei che custodisce contrade e famiglie mentre noi le rivolgiamo l'Ave Maria. E' Lei a spronarci a vivere sull'esempio dei santi, rivolti a Dio e impegnati nell'amare il prossimo. E' con Lei che ringraziamo e magnifichiamo Dio Pdre, autore di ogni bellezza, ammirando le meraviglie del creato.
Quella domenica anch'io come tutti, confidando nella Sua materna protezione, mi sono presentato davanti alla Santa Vergine con riconoscenza, pronto a ricambiare, col mio povero amore, Dio e i fratelli. Quel pomeriggio c'erano i volti e i cuori di Valli, ad accogliermi con grande calore, contenti che nella loro chiesa entrasse un altro pastore a continuare l'opera infaticabile e stimata dei predecessori.
Dall'Eco delle Valli rinnovo il mio grazie pregando per Voi il Signore, che benedica e ricompensi coloro che hanno accolto e fatto gran festa ad un Suo discepolo.

don Maurizio Gobbo

 

 

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